Donne, è arrivato il ciabattino!

Febbraio 6th, 2012

E, a giudicare da come si è organizzato, dev’essere bravissimo 🙂

Due giorni

Gennaio 28th, 2012

Tanto è durata la mia sopportazione per gli infernali botti di capodanno…
Dopo due giorni è iniziato il fastidio. Per il rumore continuo e i lampi alla finestra. Per l’odore di polvere da sparo, onnipresente. Per le strade coperte di cenere e carta rossa, quella con cui sono avvolti i botti, sbriciolata (girando di notte, sembra di vedere le nostre strade autunnali ricoperte di foglie). Per il fumo che circonda la città, anche in questi giorni in cui, grazie alla lunga vacanza, l’aria dovrebbe essere un po’ più respirabile.

Ieri, a cinque giorni da capodanno, sono stato in giro più del solito e sono passato alla fase successiva, la fase odio, quella in cui spero che i botti esplodano in mano a chi li spara. Lo so che è pura cattiveria e forse esagero, ma non si può girare per le strade…

Ho dovuto aspettare 5 minuti fermo davanti all’entrata di casa perché il piccolo spiazzo di fronte all’entrata è territorio di guerra e qualche genio più genio degli altri aveva srotolato un nastro di esplosivi (solo rumore, nessun colore che almeno rendesse bella da vedere l’esplosione) lungo non meno di 20 metri (e non è un’esagerazione, anzi!).

Girando in motorino ho rischiato diverse volte di cadere perché, ovviamente, le strade non sono più fatte per il traffico, ma solo per lanciare bombe di ogni genere…e pretendere che il bombarolo di turno si preoccupi anche dell’arrivo di qualcuno è davvero chiedere troppo.

Beh, inutile innervosirsi troppo, in fondo mancano solo altri 10 giorni…

Buon anno del Drago

Gennaio 24th, 2012

E’ iniziato ufficialmente l’anno del drago (ieri per la verità).

Come da tradizione la città è invasa dai fuochi d’artificio, con le strade che al mattino sono coperte di cenere e resti di razzi vari. Per fortuna però, i fuochi sono molto meno che in passato, il che li rende molto più sopportabili e perfino piacevoli.
Alla mezzanotte ero a casa di amici, abbastanza in alto da poter vedere il panorama quasi a 180 gradi e non c’era una sola direzione in cui non si potesse ammirare un esplosione, più o meno distante. Uno spettacolo veramente suggestivo!

Vediamo se sarò così positivo dopo 2 settimane…

Nuovi amici

Gennaio 7th, 2012

Come qualcuno già sa, ho saggiamente deciso di non passare il natale a Pechino, complice anche il fatto che tutti gli amici erano nel frattempo rientrati in Europa (giustamente). Il freddo (-11 la mattina della partenza) e il grigiore hanno quindi dovuto fare a meno di me per una decina di giorni.
Io nel frattempo mi godevo il caldo, il sole, il cielo azzurro e il mare della Thailandia…e devo dire che Pechino non è che mi mancasse molto 🙂

Destinazione scelta Phuket, posto che meriterebbe un’ampia descrizione (prossimamente, spero).
Per il momento ho deciso di mettere solo qualche foto di amici conosciuti lì…
Qui la breve galleria, buon divertimento!

Fa freddo…

Novembre 25th, 2011

…ma i veri bikers non si arrendono!

Papà, voglio giocare coi soldatini!

Novembre 19th, 2011

Non è ancora una verità storica accertata, ma io immagino sia andata così: un bambino rompiballe che chiede a suo papà un nuovo gioco, i soldatini…solo che si sa, in Cina è tutto più grande. Ed ecco quindi i suoi soldatini, migliaia (il numero è ancora imprecisato perché gli scavi proseguono ancora, ma probabilmente tra 6000 e 8000) e a grandezza naturale: il famoso esercito di terracotta.

Scherzi a parte, l’esercito è parte del corredo funebre del primo imperatore della Cina, Qin Shi Huang (terzo secolo avanti Cristo), realizzato e seppellito insieme all’imperatore allo scopo di proteggerlo nella vita oltre la morte.

Quello che si può ammirare oggi è solo una parte dell’enorme esercito. La visita procede passando per i vari pozzi, le aree di scavo dove sono state ritrovate le statue. Meglio così perché questo permette di ammirare come erano disposti e di cogliere la vastità dell’opera… In alcuni casi la copertura sembra un hangar più che un museo, ma non toglie fascino all’insieme (almeno secondo me).

Nella galleria fotografica alcuni degli scatti fatti nei vari pozzi. Pregasi notare, oltre ovviamente alla bellezza delle statue (purtroppo alcune foto sono un po’ mosse, ma non riuscivo a fare di meglio), la foto della famiglia Clinton in mezzo al pozzo (come già avevo scritto altrove, i musei mostrano sempre con orgoglio il fatto che qualcuno di importante è passato di là) e quella della statua trasformata in atleta olimpico… Che raffinatezza 🙂

A presto!

Viva l’Italia, l’Italia liberata

Novembre 13th, 2011

Inutile negarlo, sto godendo, e mi tolgo lo sfizio di lasciarne una traccia sul blog 🙂

Però non mi illudo. Rimane il problema che non basta sconfiggere il virus, quello che conta è sviluppare i giusti anticorpi… e, purtroppo, ancora non ci siamo arrivati 🙁

Pimp my ride – 2

Ottobre 2nd, 2011

Un altro gioiellino dalla collezione, sempre ricchissima, di raffinatezze cinesi…

Mi spiace per la foto scura ma ho dovuto scattare al volo. Ero fisicamente di fronte alla macchina e ne ostacolavo il passaggio, ma la mia vera preoccupazione era che il proprietario capisse che non stavo scattando la foto per ammirazione…
Per chi non capisse bene, la parte frontale del cofano è coperta di brillantini per farla sembrare più aggressiva. Un sogno per intere generazione di tamarri!

Nanjing – 2a parte.

Settembre 30th, 2011

Visto il travolgente successo della prima parte, con 6 visite e 1 commento, non mi spreco sulla seconda…
Ecco le foto del resto della città che sono riuscito a visitare quando la pioggia ha concesso, dopo 4 giorni, un po’ di tregua.

Ciao

Nanjing – 1a parte.

Settembre 21st, 2011

Approfitto del terzo giorno di sole consecutivo e del suo impatto positivo sull’umore per un post non troppo allegro…

Di passaggio a Shanghai per il milionesimo matrimonio di quest’anno, ne ho approfittato per una breve visita a Nanjing (南京= Capitale del sud – In italiano Nanchino).

Prima tappa della giornata, il memoriale eretto per ricordare il massacro di Nanchino, principale ragione per cui avevo scelto proprio questa destinazione. Non è certo una di quelle visite che ti migliorano l’umore, ma ci tenevo a vederlo e a vedere l’interpretazione cinese di un luogo destinato alla memoria. In particolare alla memoria di qualcosa di così rilevante. Si tratta infatti di un evento molto presente nella coscienza collettiva cinese (del resto alcuni superstiti sono ancora in vita). Uno dei momenti più atroci di una guerra che contribuisce fortemente alla poca simpatia che esiste tra cinesi e giapponesi e che è ancora, in alcune occasioni, motivo di tensione diplomatica.
Benché sia poco conosciuto dalle nostre parti, si parla di una tragedia di portata gigantesca: lo sterminio di oltre 300.000 persone, in massima parte civili, da parte dell’esercito giapponese, avvenuto con modalità e brutalità non comuni.

Inutile che stia a raccontare i cosa e i come. Altrettanto inutile che io provi a commentare un evento del genere, troppo fuori dalla mia portata. Racconto quindi solo le impressioni sul museo…
Il museo è stato eretto nei pressi di alcune fossi comuni, ritrovate a diversi anni di distanza dal massacro.
L’area è pulita e silenziosa, l’architettura è sobria e senza pacchianate (che è sempre lecito aspettarsi dai cinesi), molto rispettosa del contesto.
Il primo blocco è il museo vero e proprio. Il museo contiene alcuni reperti e ricostruzioni, ma soprattutto un lungo percorso che racconta il prima, il durante e il dopo di questa tragedia, grazie a lunghe e dettagliate (un po’ noiose e molto molto ripetitive) didascalie, ma soprattutto grazie ad una enorme documentazione fotografica. Le foto mostrano luoghi e persone, soldati, civili, donne bambini, macerie e corpi… In alcuni casi riprendono il momento esatto dell’uccisione (alcune di queste sono infatti “foto ricordo” fatte dagli stessi militari giapponesi…e non credo che in questo caso valga la scusa che i giapponesi fotografano tutto…). Il percorso è lineare e senza vie d’uscita e termina con un immenso archivio (una parete alta una ventina di metri) di faldoni, consultabili, che contengono informazioni sulle vittime.
La visita prosegue poi con una passeggiata all’esterno, la visita alle fosse comuni dove vedere i resti, con alcune note sulle ferite riscontrate sui corpi (che testimoniano decapitazioni, pugnalate, fucilate e molte ferite non mortali, inferte solo per provocare dolore). Poi una specie di sala di preghiera/riflessione (con musica di sottofondo, questa forse non elegantissima) e infine un lungo viale e un obelisco che inneggia alla pace. A contorno, una serie di statue a tema, piuttosto belle e suggestive.
Complessivamente, mi pare, un luogo adeguato allo scopo, una silenziosa e rispettosa passeggiata, un invito alla riflessione con pure una botta di speranza finale per un futuro di pace.

Non ho scattato nessuna foto, non mi sembrava il caso, ma su internet se ne trovano alcune del posto e del massacro (anche sulla relativa pagina di wikipedia, ma solo per stomaci forti).

Una cosa mi ha colpito particolarmente. Si tratta, almeno che io sappia, del primo orrore di questa portata che abbia così ampia copertura fotografica. Foto da cui traboccano la sofferenza delle vittime, insieme alla barbarie e al disgustoso compiaciento dei carnefici e che nessuna descrizione, neanche la più dettagliata, potrebbe raccontare con altrettanta efficacia.
Delle tragedie del passato più remoto abbiamo solo le ricostruzioni storiche (in alcuni casi romanzate). Delle tragedie del secolo scorso iniziamo ad avere le foto e in 80 anni circa siamo passati dalle foto sgranate in bianco e nero, al colore, alla televisione, fino ai video girati col telefonino mentre il fatto succede.
Tanto avanzamento tecnologico per vedere immagini (si pensi ai video pubblicati da Wikileaks) registrate da un telefonino grande un palmo, magari tridimensionali, in alta definizione e con audio stereofonico, da cui traboccano la stessa sofferenza delle vittime, insieme alla stessa barbarie e allo stesso compiaciento dei carnefici…
Così tanta capacità di innovazione tecnologica non ha fatto fare il minimo passo avanti alla nostra umanità…mette proprio tristezza.