Archive for Aprile, 2011

Onore al merito…

lunedì, Aprile 25th, 2011

Il merito di essersi guadagnato il ruolo principale nel racconto sul matrimonio, nonché quello di nuova icona dello stile a livello mondiale.
Sto parlando ovviamente del famoso completo ciclamino con inserti in oro…qui per deliziare i vostri occhi 🙂

Mi sembra doveroso, comunque, riconoscere parte del merito all’indossatore, capace di valorizzare al massimo le qualità del capo.

Ciao 🙂

Il matrimonio – seconda parte

lunedì, Aprile 18th, 2011

Il ristorante, addobbato per l’occasione come la casa di Barbie principessa delle rose, ha già predisposto lo spazio per il prosieguo della cerimonia, officiata per l’occasione da una specie di presentatore professionista locale, vestito di uno splendido completo color ciclamino con inserti dorati, e parecchio effemminato.

La cerimonia che si svolge al ristorante non ha nulla di ufficiale. La coppia è anzi già sposata da qualche giorno in comune. Però è parte integrante della tradizione.
Il presentatore guida, con una certa maestria e forse con troppa invadenza, la coppia attraverso i vari passaggi del rituale, che prevede alcuni momenti solo per la coppia (l’accensione delle candele, il vino da versare e poi bere insieme…) e alcuni che coinvolgono le rispettive famiglie, che fanno una piccola dichiarazione e a cui gli sposi devono chiedere il permesso per le nozze.
Timida ma molto presente la famiglia della sposa, simpaticissima e del tutto spaesata (non capendo neanche una parola) quella dello sposo.

Finita la cerimonia, alcuni degli amici hanno cantato una canzone in omaggio alla coppia, preceduti dalla straordinaria performance del presentatore, perfettamente a suo agio anche nei panni di rock-star.

A questo punto gli invitati iniziano a mangiare e la coppia, senza nemmeno avvicinarsi al cibo, inizia il suo tour tra i tavoli per brindare con tutti i presenti. Bevanda ufficiale, il temutissimo 白酒 (baijiu, letteralmente alcool bianco), tipico liquore cinese…
Per chi non lo avesse mai provato, il baijiu è un liquore bianco prodotto dalla distillazione di riso, grano o sorgo (a seconda dei tipi e delle zone). La gradazione alcolica è altissima (40-60%) e il sapore disgustoso!
Sembra del normale alcool bianco disinfettante invecchiato trent’anni, come il whisky delle migliori marche…solo che invecchiato in una tanica di benzina mezza piena.
Io me li immagino i produttori di baijiu che aspettano trent’anni, ma invece di tirare tappi in un barile come quei fessi dello spot del whisky, mandano avanti una redditizia pompa di benzina e correggono il liquore con gli avanzi di tanica.
Non bastassero il sapore e la gradazione alcolica, il baijiu si consuma rigorosamente in piccoli bicchierini che vanno svuotati in un unico sorso (干杯-ganbei, il brindisi cinese, significa letteralmente “secca il bicchiere”), portando rapidamente ad uno stato di totale incoscienza. Solo le risorse energetiche extra di cui una coppia dispone, complice la tensione, il giorno delle nozze, permette allo sposo di sopravvivere, mentre la sposa in genere alterna baijiu e acqua (negli stessi bicchierini) per non soccombere.

In quanto stranieri, anche io e gli altri amici non ci siamo potuti esentare dai molti giri di baijiu che gli altri ospiti ci hanno convinto a fare, per manifestarci la loro ospitalità…che fortuna!

Un’aspetto, infine, mi ha veramente colpito assistendo a questo matrimonio: il fatto che, nonostante le enormi distanze, fisiche e culturali, tra Italia e Cina, ci sia una cosa curiosamente identica:
In entrambe le nazioni, la cerimonia viene officiata da un buffo individuo vestito color ciclamino con inserti d’oro, che obbliga la coppia a seguire oscuri rituali e poi si mette a cantare a metà della cerimonia…
Mistero!!

Il matrimonio – prima parte

lunedì, Aprile 11th, 2011

Durante la vacanza per l’ultimo capodanno cinese, ho avuto la fortuna di partecipare al matrimonio di una coppia di amici, italiano lui e cinese lei.

Ero già stato a due matrimoni in Cina. La prima volta si trattava di una coppia di italiani; la seconda volta di una coppia di cinesi, ma si trattava di conoscenti e quindi ho partecipato solo al pranzo (che include in effetti una parte di cerimonia), senza poter vedere tutto quello che succede prima ed è parte integrante della tradizione.
Questa volta invece, come amico dello sposo, ho preso parte all’evento fin dalla prima mattina…ed eccone un resoconto.

Lo sposo e la sposa in teoria non si dovrebbero vedere nei giorni che precedono il matrimonio. Il giorno delle nozze, al mattino, lo sposo si trova con alcuni amici e parte in missione per andare a prendere la sposa… Per poter prendere la sposa, però, deve convincere la famiglia e gli amici di lei a lasciarla andare.
Il primo intoppo è sulla porta di casa, che la famiglia si rifiuta di aprire. Lo sposo deve così fingere di voler abbattere la porta (battendo e urlando) salvo poi ripiegare sul pagare la famiglia perché apra, passandogli sotto la porta le tradizionali “hong bao”, buste rosse contenenti soldi (che si usano anche per regalare soldi agli sposi stessi o per regalare soldi in altre occasioni, tipo a natale ai bambini…). Gli amici aiutano lo sposo battendo sulla porta e trasportando alcuni doni rituali per la famiglia (frutta, dolci, alcool, sigarette…).

Una volta “abbattuta” la prima porta, ci si dirige verso la stanza della sposa, chiusa a sua volta, dove bisogna ripetere la procedura per convincere gli amici di lei a concederci di entrare.
Superato anche questo ostacolo, ecco la sposa, pronta nell’abito per la cerimonia, ma senza scarpe… Le scarpe sono nascoste da qualche parte nella stanza e tocca allo sposo con i suoi amici di trovarle. Non serve nemmeno che vi dica che, in caso di fallimento, una bella bustarella può accelerare le cose e noi, da bravi italiani, abbiamo mostrato di saper apprendere questo metodo con sorprendente rapidità….

Trovate le scarpe, la coppia si riunisce con la famiglia per una specie di aperitivo tradizionale (non ho ben capito cosa stava succedendo…) e poi ci si avvia, tutti insieme, verso il ristorante.

Continua…

La casa

mercoledì, Aprile 6th, 2011

Come molti già sanno, subito prima di partire per l’Italia ero riuscito nell’ardua impresa di trovare casa. La decisione finale era stata presa più per stanchezza e disperazione che per reale convinzione, ma l’appartamento trovato, in fondo, non è male…

Una combinazione sfortunata di eventi, però, aveva fatto sì che non lo potessi davvero sistemare prima della partenza per l’Italia e così mi sono ritrovato tutto da fare al ritorno (e non posso dire di aver davvero finito…).
Nonostante fossi stato preceduto da stranieri (in genere più attenti all’igiene dei cinesi) e dal passaggio di un’ayi offerta dal padrone di casa (o forse proprio per quello…), la casa era un discreto cesso. Non troppo a prima vista, ma le secchiate di acqua nera dopo aver pulito solo una piccola stanza erano un’indicazione abbastanza evidente di quanto servisse fare vera pulizia.

Oltre alla pulizia (come se non bastasse), l’altro tragico impegno è stato il rifornire la casa di stoviglie, biancheria, un paio di sedie e qualche altra cavolata. Forniture unico, neanche a dirlo, l’Ikella (nome italiano corretto…non la versione in dialetto veneto che viene usata di solito). Non c’è niente di meglio che un bel sabato pomeriggio in un negozio così, insieme a una buona metà della popolazione di Pechino (che non è la popolazione di Calalzo…), a vagare come zombie tra ogni genere di articolo per la casa, cercando di trovare al più presto la zona coltelli per avere poi sempre a portata di mano la possibilità di mettere fine alla tortura, nel caso di un improvviso, probabilissimo, cedimento psicologico.

Superata l’ardua prova, comunque, l’appartamento ha iniziato ad assumere sembianze di vera casa, impreziosita dal monocolore azzurrino spento dei nuovi acquisti (tutti in tinta, dalle stoviglie al copridivano, dagli asciugamani alle sedie…una delizia)…

Mi manca ancora qualche sistemazione e l’installazione di internet…poi, dopo tanta fatica, spero di iniziare a godermela!

A presto per le foto,
Igor 🙂